DONNE MATURE, ANZI MATURISSIME (parte seconda) - Rovigo Trasgressiva

DONNE MATURE, ANZI MATURISSIME (parte seconda) - Rovigo Trasgressiva

Elena indossava una camicetta di cotone rosa, canottiera, reggiseno, bermuda rossi, mutande non visibili e scarpe da tennis bianche. Data la stagione, non aveva le calze e mostrava due polpacci lisci e senza vene varicose. I capelli erano grigio-bianchi, ma ben pettinati. Il viso della donna segnato dall'età e dalle rughe, era arricchito da due tocchi di fard e dal rossetto sulle labbra. - Ah, come si sta bene... sei proprio bravo, sai? - Sì, però con la camicia sopra non riesco a massaggiare bene, non puoi liberare la spalla? Mi aspettavo un no, invece Elena si è slacciata la camicetta e l'ha appoggiata sul tavolo. Ero in piedi dietro di lei seduta e vedevo chiaramente la spaccatura delle tette ed i capezzoli dritti in rilievo sotto canottiera e reggiseno. Con una mano ho continuato il massaggio e, con l'altra, mi sono abbassato pantaloni e mutande. Poi mi sono chinato e le ho baciato il collo due-tre volte. - Dài che son vecchia, non fare l'asino, ha detto. L'ho aiutata a sollevarsi con le mani sotto le ascelle, mi sono messo seminudo davanti a lei e l'ho baciata a lungo in bocca e sul contorno labbra. Non ha opposto resistenza, si limitava a sussurrare: - Ma dài, non sta bene, alla mia età... - Che male c'è, risposi io staccando la mia faccia dalla sua, tu sei vedova ed io sono separato, perciò... Lei ha abbassato lo sguardo verso il mio cazzo mezzo duro. - Ohhh, ma come ce l'hai grosso. Io non sono mica più abituata a... Ho ripreso a baciarla, le ho sfilato dolcemente canottiera, reggiseno, scarpe, bermuda e mutande. - Sei ancora bellissima, le ho detto accarezzandole il culo. - Va là, va là. Dovevi vedermi trent'anni fa, adesso son tutta rughe e pelle moscia... In effetti, le tette erano cadenti, il pube senza peli ed il sedere molto abbondante, ma io la trovavo sexy e sembrava priva di vene vericose anche sulle cosce. Mi sono tolto scarpe e pantaloni dai piedi e, visto che era molto più bassa di me, ho iniziato a strofinarle il cazzo sulla pancia, poi l'ho girata e, piegandomi, gliel'ho strofinato in mezzo alle chiappe massaggiandole le mammelle. L'ho accompagnata sul divano e mi sono messo a leccarle la fica. Lei ansimava, si contorceva, ma la vagina restava secca. - Hai dell'olio di oliva? Ho chiesto. - Sì, extravergine, ha risposto lei. E' in cucina, sotto il secchiaio. L'ho preso, ne ho versato un po' sulle dita e l'ho spalmato fuori e dentro la fica. - Anche tu sei extravergine? Ho detto sorridendo. - Forse, dopo tutti questi anni... ha ribattuto lei un po' imbarazzata. Ho continuato a masturbarla spargendo l'olio, poi mi sono inginocchiato, le ho strofinato il pene sulla vagina e, quando è diventato abbastanza duro, l'ho infilato dentro. - Piano, piano, mi fai male... è troppo grosso... - Ok, faccio piano, tu cerca di rilassarti, chiudi gli occhi e concentrati sul provare piacere. Centimetro dopo centimetro, sono riuscito ad infilarlo tutto ed ho cominciato a spingere più forte. - Fa ancora male? - No, adesso no, adesso fa bene. Le ho sollevato le cosce ed ho proseguito la penetrazione titillando il clitoride con una mano ed alternando spinte lente e profonde ad altre più veloci ritmate. Ho visto le sue tette spalmate sul torace ed i capezzoli eccitati vibrare ad ogni colpo. Sotto le cosce, ho notato qualche piccola venuzza blu, ma non mi importava. Lei sospirava e gemeva come una quarantenne, ci tenevo a farle raggiungere l'orgasmo. Dopo 15 minuti, stavo perdendo l'erezione e le ho chiesto di toccarmi leggermente le palle. Lei lo ha fatto, ma ha aggiunto: - Riempimi di sborra, voglio la tua sborra calda. In pochi secondi il cazzo è tornato in tiro ed ha spruzzato una cospicua dose di sperma. Non sono riuscito a controllarmi.

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