IL DOTTORE E LA VERGINE – deuxième partie – Bologna/Parigi

Siamo atterrati nel pomeriggio, il congresso sarebbe iniziato la mattina dopo, e Sahra ha chiesto se poteva venire a trovarmi quella sera, in modo da poter discutere delle sue problematiche.
E' venuta nella mia stanza intorno alle 18:00. Mi ha rivelato che spesso soffriva anche di leucorrea (secrezioni bianche dalla vagina) e che a volte si sentiva molto eccitata, ed era costretta a masturbarsi. A causa della sua famiglia conservatrice, non era mai stata toccata da nessun uomo finora, ed era molto felice di poter approfondire questi argomenti con un medico maturo (figuratevi io!!!). Ha insistito sul fatto che sarebbe stato meglio che la esaminassi fisicamente prima di formulare una diagnosi ed una terapia.
Potevo rifiutarmi? Il mio sangue ha iniziato a ribollire, non avrei mai immaginato che una venere nera si stendesse sul mio letto e mi invitasse ad esplorare il suo corpo giovane e ancora vergine.
Stringendo i denti (anzi, l'uccello!), ho cominciato in modo professionale arrotolando la sua felpa grigia ed esponendo il suo ventre profondo e magro. La sua pelle era incredibilmente liscia e morbida. Si è sollevata un po' per facilitarmi ed ha chiesto se dovesse togliere anche il reggiseno. Io ero in apnea e così lo ha slacciato, esponendo due mammelle sode e pesanti. Poi si è sfilata anche i jeans e le mutande, mostrandomi il salvaslip macchiato dalla leucorrea. Possedeva una vulva stupenda, e nonostante la perdita di liquido biancastro, me la sarei leccata tutta ma non potevo! Forse era solo una ragazza ingenua, che voleva sbarazzarsi del suo problema intimo, e non aveva manifestato alcuna disponibilità per un eventuale divertimento sessuale. 
Professionalmente, ho palpeggiato le sue mammellone per scoprire se aveva noduli o anomalie. Con il mio tocco e la pressione sul seno, ha iniziato a sospirare stringendomi forte le mani, con gli occhi chiusi e il labbro inferiore mordicchiato dai suoi denti.
Mentre le stringevo delicatamente il seno sinistro, mi ha trascinato la mano sinistra sul seno destro, e quando ho fatto roteare le dita sui suoi capezzoli induriti, i sospiri ed il battito cardiaco sono aumentati. A quel punto ho pensato che le piacesse ed ho insistito. Gemeva costantemente con gli occhi chiusi, mi dava un po' fastidio, ma sono un ottimo controllore della mia mente ed un buon rifinitore. Quindi non avevo fretta, ho solo abbassato le labbra e le ho alzato la testa per baciarla. Ho baciato la sua fronte, le sue palpebre, le sue guance, ed infine le ho piantato la lingua in bocca. Era sotto il mio totale controllo, e mentre si abbandonava come una marionetta, io stavo giocando con il suo corpo intonso e lo desideravo con violenza, esponendomi a tutti i rischi che ne potevano derivare. Ho chinato la faccia sulla sua giovane fica malata ed ho scoperto che le avevano asportato la punta del clitoride!
CONTINUA

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